Occorre tempo affinché il bambino arrivi a modulare correttamente i suoni e a selezionare quelli della lingua del paese in cui vive.Vediamo di seguito le fasi di sviluppo del linguaggio.
- Alla nascita il bambino è in grado di pronunciare due tipi di suono: suoni vegetativi, come singhiozzi e starnuti, e suoni vocalici, come gemiti e grida. Successivamente hanno inizio le vocalizzazioni, con le quali il bimbo impara a controllare il respiro in modo da produrre un certo movimento delle corde vocali.
- Verso i due mesi si comincia a emettere il cosiddetto verso del tubare, suoni simili alle consonanti.
- Intorno ai cinque o sei mesi, ha inizio la fase della lallazione, cioè la ripetizione variata di più sillabe. Quando il bambino emette questi tipo di suoni doppi, si sta solo esercitando.
- Alle prime parole si ha tra i dodici e diciotto mesi. E' il passo del linguaggio olofrastico, costituito da singole parole ("palla") che racchiudono una frase ("voglio la palla").
- Tra i diciotto e ventiquattro mesi si arriva alle frasi binarie costituite da due parole ("bimbo pappa").
- Poi ci saranno le frasi telegrafiche, sono frasi di tre parole senza connetivi.
- Tra i due e sei anni si presenta il fenomeno di ipercorrettismo, ossia l'uso della regola corrente anche nell'eccezione.
L'apprendimento del linguaggio ha una frase critica, che va dalla nascita agli undici anni di vita.E' celebre il caso del "ragazzo selvaggio" dell'Aveyron, studiato dal medico francese Jean M. Itrad nel primo ottocento. Il bambino, di circa dieci anni, fu trovato in un bosco.
Fu possibile insegnarli tutto, ma non a parlare, se non a dire poche parole.
Fonte: libro scolastico, "educataMENTE".
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