Skinner sostiene che il linguaggio, viene appreso mediante il condizionamento operante, ossia una serie di stimoli, reazioni e rinforzi.Il bambino, quindi, oltre ad apprendere le risposte verbali, impara anche le situazioni adatte a ciascuna risposta: l'apprendimento del linguaggio è dunque legato alla socializzazione.
La teoria di Skinner sembra però considerare il bambino come un organismo vuoto che reagisce passivamente all'ambiente.Anche secondo Noam Chomsky non si può negare l'imitazione e il rinforzo, ma egli sottolinea che bisogna ipotizzare che il bambino abbia in sè la capacità innata di comprendere la lingua madre. Ciò costutisce l'apparato di acquisizione del linguaggio o LAD: non si tratta quindi di un organismo fisico, ma di un insieme di capacità che permettono al bambino l'apprendimento di qualsiasi lingua.
Secondo Jean Piaget, il bambino impara a parlare nella fase del cosiddetto "egocentrismo infantile" (dai uno ai cinque anni), durante la quale il bambino è concentrato su se stesso.
Il suo linguaggio allora non serve per comunicare: il bambino parla a se stesso, per organizzare il proprio pensiero e le proprie azioni.Secondo Lev Vygotskij, dapprima sorge il linguaggio comunicativo, il bambino inizia a comunicare con l'adulto; successivamente, si sviluppa il linguaggio interiore o egocentrico.
Quindi secondo lo psicologo russo, la condizione necessaria per lo sviluppo del linguaggio è l'interazione dell'individuo con l'ambiente sociale.
Fonti: libro scolastico, "educataMENTE".
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